Lo scorso 12 luglio la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale (C. 5322).
Il decreto-legge, ora convertito, propone una disciplina che la relazione illustrativa e l’articolo 1, comma 1 qualificano come transitoria, nelle more della "ridefinizione delle forme di sostegno dell'editoria", affidata ad un disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 maggio 2012 (A.C. 5270).
Esso opera su più fronti, tra i quali:
- la rideterminazione dei requisiti di accesso e dei criteri di calcolo dei contributi con connessa limitazione dei costi ammissibili (articoli 1 e 2);
- il sostegno all’editoria digitale e la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita (articoli 3 e 4);
- l’acquisto di spazi sui media per le campagne di comunicazione istituzionale delle PP.AA. (articolo 5);
- l’articolo 6 abroga alcune disposizioni legislative e regolamentari.
Durante l’esame al Senato sono state aggiunte ulteriori disposizioni riferite, tra l’altro, a periodici pubblicati o diffusi all’estero (articolo 1-bis), e alle semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni (articolo 3-bis) e per l’editoria non profit e delle associazioni d’arma e combattentistiche (articolo 5-bis).
Il decreto-legge, ora convertito, propone una disciplina che la relazione illustrativa e l’articolo 1, comma 1 qualificano come transitoria, nelle more della "ridefinizione delle forme di sostegno dell'editoria", affidata ad un disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 maggio 2012 (A.C. 5270).
Esso opera su più fronti, tra i quali:
- la rideterminazione dei requisiti di accesso e dei criteri di calcolo dei contributi con connessa limitazione dei costi ammissibili (articoli 1 e 2);
- il sostegno all’editoria digitale e la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita (articoli 3 e 4);
- l’acquisto di spazi sui media per le campagne di comunicazione istituzionale delle PP.AA. (articolo 5);
- l’articolo 6 abroga alcune disposizioni legislative e regolamentari.
Durante l’esame al Senato sono state aggiunte ulteriori disposizioni riferite, tra l’altro, a periodici pubblicati o diffusi all’estero (articolo 1-bis), e alle semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni (articolo 3-bis) e per l’editoria non profit e delle associazioni d’arma e combattentistiche (articolo 5-bis).
Prima del 31 marzo 2010 ogni invio costava alle associazioni 0,05 euro. Da un giorno all'altro però queste agevolazioni vennero arbitrariamente abolite, e le associazioni furono assoggettate a tariffe molto più alte. Tra proteste, correzioni, decreti e circolari si arrivò alla tariffa in vigore fino a pochi giorni fa, ovvero 0,28 euro. Un costo davvero insostenibile per il mondo delle organzzazioni senza fine di lucro, e che il governo ha accettato di modificare. Ma non si torna ai 5 centesimi di prima: il governo ha deciso di equiparare il non profit al profit, quindi da oggi inviare una copia del bollettino associativo costa 0,11 euro. Meglio di 0,28, ma per molti enti non profit non si può certo parlare di tariffe agevolate.
A partire da questo risultato parzialmente positivo, le Associazioni si sono date appuntamento già nelle prossime settimane per cercare di ottenere condizioni di maggior favore, perse negli ultimi anni, che consentano all'Italia di non considerare questo settore alla stregua di quello commerciale.


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